25 Novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

ACP Humanitarian AidInternazionale

La disuguaglianza e la discriminazione di genere sono identificabili in tutte le società umane, solitamente a svantaggio del genere femminile.

In tutto il mondo, omicidi e violenze sono la causa principale di morte per le donne tra il 15 e i 44 anni, e sono compiuti per la maggior parte dai mariti, partner o familiari. L’accesso all’educazione e al lavoro sono diseguali e le donne sono le prime a risentire delle crisi economiche e sanitarie. In molti paesi la vulnerabilità sociale ed economica rende più difficile per le donne l’accesso all’educazione e ai servizi sanitari, e la probabilità che una donna sia analfabeta è doppia rispetto a quella di un uomo. Le donne sono ancora oggi vittime di pratiche ancestrali, diffuse principalmente nell’Africa nordorientale e in alcuni paesi dell’Asia e del Medioriente, come la mutilazione dei genitali femminili, messa in atto su bambine e ragazze la cui età varia dai pochi giorni di vita ai 15 anni. Circa 140 milioni di donne nel mondo hanno subito pratiche di mutilazione genitale. Anche la pratica del matrimonio forzato è stata rilevata in varie regioni, tra cui spiccano il Sud-est asiatico, il Medio Oriente, l’Asia centrale e molti paesi dell’Africa. La violenza assume anche un carattere transnazionale, come nel caso della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, prostitutivo e lavorativo.

Anche nel campo religioso troviamo forme gravi di violenza verso la donna, quando le si nega la libertà di pensiero, coscienza e di scelta religiosa, e di poter manifestare il proprio credo e cambiare religione, libertà sancita dalla Dichiarazione universale dei Diritti Umani del 1948.

 

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